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Il 19 gennaio 2010 ci ha lasciato il pianista Sergio Verdirame, allievo di Arturo Benedetti Michelangeli e caro amico del Centro di Documentazione.
Musicista colto e sensibile, il maestro Verdirame si e' spento all'eta' di 71 anni, all'ospedale di Asti, stroncato da un male incurabile. Docente per molti anni al Conservatorio di Torino, si era formato alla scuola di Mario Zanfi,
didatta di solida tradizione busoniana. Dopo il diploma al Conservatorio torinese, in cui ebbe modo di eseguire con brillante sicurezza Totentanz di Liszt, si perfezionò sotto la guida di Arturo Benedetti Michelangeli restando affascinato dalla personalità del pianista e dell'uomo. Il quotidiano "La Stampa" di Torino, in un articolo pubblicato il 20 gennaio scorso, ha ricordato che Verdirame "ne seguì i corsi, ne assorbì l'insegnamento, si fece un vangelo di precetti, gusti e ideali da trasmettere con calore alle nuove generazioni".
Sergio Verdirame con queste parole alcuni anni fa ha ricordato il suo rapporto con Benedetti Michelangeli: "Lo incontrai per la prima volta nel 1958. Mi ero appena diplomato, e decisi di andare a farmi sentire dal Maestro, che allora insegnava ad Arezzo. Mi ricordo che portai la Ciaccona di Bach-Busoni, e che mentre suonavo lui scomparve dalla stanza, per non ricomparire più, neanche alla fine del pezzo. Io trassi subito le debite conclusioni, alla fine dell'audizione ripresi dunque la mia valigetta e mi avviai verso la stazione, da solo. All'improvviso, per strada, me lo trovo di fronte; «dove vai?» mi chiede, e io gli rispondo «torno a casa, Maestro». Lui: «se vuoi mi prendo cura di te». Laura Mancinelli, ispirandosi a questo episodio, ha scritto una parte del romanzo Raskolnikov intitolata La valigia di Arezzo. Le lezioni di Benedetti Michelangeli si protrassero per diversi anni anche se in modo discontinuo; poi, per un lungo periodo non ci vedemmo più, ma i nostri rapporti ripresero alla fine degli anni Ottanta".
Il maestro Verdirame aveva un temperamento fervido e aperto ai rapporti sociali. Nell'articolo de "La Stampa" precedentemente citato si legge che egli "sapeva giudicare un'esecuzione, prendere le misure di un pianista o direttore d'orchestra con fulminea esattezza; come insegnante partiva da un particolare e da li' ricostruiva il carattere del pezzo. Sergio era un'anima gentile, intelligente e sensibilissima; pur frequentando sempre i concerti, da tempo viveva in campagna, prodigando le sue energie per rinnovare la vita musicale di Asti".
Il Centro di Documentazione "Arturo Benedetti Michelangeli" e i suoi associati sono vicini alla famiglia del maestro Verdirame in questa dolorosa circostanza.
La famiglia di Sergio Verdirame ha donato al Centro di Documentazione "Arturo Benedetti Michelangeli" i materiali su Benedetti Michelangeli posseduti dal musicista piemontese. Tale raccolta costituirà il Fondo documentario "Sergio Verdirame".

Da sinistra a destra: Elias Lopez, Marilisa Marzotto, Arturo Benedetti Michelangeli, Sergio Verdirame, Pauline O'Connor, Isacco Rinaldi e, di spalle, Mario Bucciolotti ad Arezzo, circa 1959.
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